• Francesca Chelli

Dal Fuoco al Gioiello


Sono stata invitata da UNOAERRE ad Arezzo, una incantevole città toscana dove l'oreficeria ha origini antiche grazie all'arte fusoria, processo fondamentale nella lavorazione dei gioielli. Già nel trecento dopo Cristo la città di Arezzo garantiva la purezza dei metalli preziosi, difendendo il suo prodotto locale dalla concorrenza senese e fiorentina e in questa parte della Toscana, sin dai tempi degli Etruschi e nel Rinascimento , la creazione di pezzi preziosi fu intensa, tra medaglie, spille, pendenti e anelli, decorati con smalti, pietre, intarsi. Nelle botteghe di Arezzo si produceva già allora il 'Made in Italy' con arazzi, vetrate, disegni , incisioni, avorio, coralli. L'oreficeria divenne ben presto un'arte maggiore, profondamente legata alla scultura e alla pittura del tempo e ad esse equiparata.

In questo contesto nacque la UNOAERRE, un' eccellenza italiana la cui storia inizia nel 1926 grazie a Leopoldo Gori e Carlo Zucchi che unirono le proprie competenze orafe e commerciali con la capacità di dare alla tradizione una configurazione moderna produttiva.

Ma partiamo dall'inizio. Tutto nasce dalle preziose materie prime sapientemente miscelate per creare le diverse leghe, d'oro o d'argento.

Materie prime che vengono fuse attraverso un procedimento operato con macchine di archeologia industriale dal Signor Franco. Con il calore che raggiunge temperature di oltre mille gradi si toglie ossigeno alle diverse leghe e si ottiene una colata incandescente, la cui visione quasi ipnotizza per l'attrazione primordiale e il fascino che il fuoco emana.

La colata si solidifica in una barra che una volta raffreddata viene sottoposta a una serie di verifiche sulla composizione della lega da parte del laboratorio tecnico per poi essere ridotta

in nastri o fili che verranno inseriti dentro ad altri forni per diventare lavorabili.

Dopo innumerevoli passaggi ed infiniti controlli, effettuati attraverso macchine tecnologicamente sofisticate e una grande parte di intervento umano, si arriva ai diversi prodotti finiti: collane costruite attraverso l'intreccio artigianale di numerose ed infinitesime piccole parti, bracciali dalle mille forge, orecchini, anelli -

UNOAERRE è Leader mondiale nella produzione delle fedi di matrimonio e di anniversario, in oro giallo, bianco, lisce o con meravigliose incastonature di brillanti,

qui in lavorazione nelle mani della Signora Federica. La pazienza, la precisione e soprattutto l'orgoglio del personale addetto ai vari momenti delle attività produttive è emozionante. Per chi come me ama il gioiello, vedere con quale amore la Signora Mara lucida un orecchino a cerchio e se ne compiace soddisfatta, è davvero la riprova che dietro ad un oggetto esteticamente bello e spesso legato a momenti importanti della vita c'è una persona che con l'amore per quello che fa ne trasferisce un po' anche all'oggetto stesso.

E' il principio sul quale si basa la lavorazione artigianale da sempre.

C'è una stanza che è piena di cassetti e cassettini, e in ognuno di essi ci sono miriadi di anelli, catenine, orecchini, lingotti d'oro di vari pesi...

...pronti per essere spediti in ben ottantacinque paesi del mondo, dove il nome UNOAERRE è molto ben conosciuto e la cui etimologia, vi spiego in caso non lo sapeste, deriva dall'essere stata la prima azienda del territorio a venire registrata nel 1935 presso l'Ufficio Metrico Provinciale con il marchio di Stato 1AR , per l'applicazione obbligatoria del bollo di riconoscimento dei metalli preziosi.

UNOAERRE nel tempo ha legato la sua perizia ed originalità a nomi e personaggi importanti nel mondo dell'arte, del cinema, della cultura, e le cui collaborazioni hanno dato luce a creazioni che hanno marcato la storia del gioiello contestualizzandolo nella propria epoca, creazioni ora esposte nel Museo del Gioiello, inaugurato nel 1988, che ho avuto il piacere di visitare, ammirando ad esempio la straordinaria serie di pezzi unici di design contemporaneo nati dalla collaborazione con Gio' Pomodoro,

Salvador Dalì, Pietro Cascella, Giacomo Manzù, Enzo Scatragli, soltanto per citarne alcuni.

E' davvero starordinario come attraverso un oggetto che potrebbe erroneamente apparire voluttuario si possa invece ricevere una fotografia precisa della storia di un paese e delle sue traversie o dei momenti più floridi, delle contaminazioni con altri settori e con altri paesi. La collezione esposta nel Museo copre i novanta anni di vita dell'azienda, partendo dagli anni venti con lo stile ghirlanda e passando dall'Art Déco francese, alle fantasie degli anni Quaranta e Cinquanta,

con gioielli dalle forme che rappresentavano quelle arrotondate e morbide dello scooter Piaggio o che attraverso le catene e i bracciali tank, si lasciavano ispirare dai cingolati dei carri armati

oppure con pendenti che hanno attratto la mia attenzione, a forma di mina, per far dimenticare la guerra appena finita.

O ancora la lavorazione dei bracciali di tessuto alla francese, dalla sottile trama di fili che incantano gli occhi.

Negli anni '60 ebbe inizio per l'azienda la produzione e commercializzazione in Italia della medaglia dell'amore, un successo strepitoso con oltre 18 milioni di pezzi venduti. Un ciondolo che simboleggia ciò che di più puro lega due persone, un sentimento di vero amore, "più di ieri, meno di domani" significa un amore crescente, una dichiarazione importante da testimoniare sempre alle persone più care e che attraverso questo simbolo acquista un valore ancora più prezioso e sentito.

La capacità di unire vari elementi diversi è secondo me il segreto del successo e dell'unicità di questa azienda iconica.

La tradizione, la maestria e le altissime competenze tecniche, la passione, l'orgoglio e la cura di ognuno in ciascun passaggio, l'amore celebrato in varie maniere attraverso i simboli dell'unione eterna, le fedi e le dichiarazioni importanti come la medaglia dell'amore, la forte creatività, originalità ed eleganza che caratterizzano tutti i pezzi, l'attenzione all'ambiente e il profondo radicamento nella realtà territoriale, e l'essere infine il simbolo di un'eccellenza italiana che ha percorso un tratto di storia anche travagliato, dal quale ha saputo trarne ispirazione, forza, innovazione.

Amo profondamente il gioiello come espressione artistica, ne apprezzo la lavorazione e la capacità di farmi provare un'emozione.

Ma in questo caso l'emozione è amplificata, grazie allo spessore e ai contenuti che ho potuto approfondire 'dietro alle quinte' e che fanno del gioiello UNOAERRE un simbolo da indossare con il massimo rispetto verso tutto ciò che esso rappresenta e può trasmettere. In primis la celebrazione di una maestria e di uno stile immortali che si ritrovano anche nelle nuove collezioni legate al mondo del fashion, in bronzo e leghe pregiate, ad affermare ancora una volta la capacità innovativa e la profonda esperienza stilistica di questa azienda.

Ringrazio

l'Ing. Antonio Moretti per le esaurienti spiegazioni dei laboriosi processi produttivi

il Curatore del Museo Giuliano Centrodi per gli affascinanti racconti sui novant'anni preziosi di Unoaerre

il Dott. Alessandro Bruni e la Dott.ssa Alice Giani per l'organizzazione

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