• Francesca Chelli

Esplorando 70 anni della Maison Dior


Esplorare: un tema affascinante, nella vita, nell’arte, nella moda.

Il significato etimologico deriva dal latino EX-PLORO, dove il suffisso EX indica uscire fuori ed è rafforzativo del verbo PLORARE, che significa andare, correre per investigare. E’ evidente quindi il concetto di essere aperti ad accogliere nuovi stimoli e nuove ispirazioni andandosele a cercare in giro per il mondo, ma anche leggendo libri e approfondendo archivi del passato.

E’ proprio questo tema dell’esplorazione che ho ritrovato nei due importanti momenti dedicati a Christian Dior durante la settimana dell’Haute Couture parigina.

La sfilata allestita da Maria Grazia Chiuri nella spianata dell'Hotel des Invalides ha messo sulla passerella delle modelle un po' esploratrici, anche in anfibi e tinte mimetiche mixate con meravigliosi abiti couture e combinazioni di tessuti e colori, in un’ambientazione giocata tra paesaggi naturali e selvaggi come la Savana, rigogliosa e resa ancora più veritiera da un sole che sembrava stato chiamato apposta per l'occasione, la giungla, la foresta. Una scenografia sovrastata da una cupola celeste a forma di stella, uno dei simboli portafortuna di Christian Dior.

Nella sua visione del colore, il Colorama, che illustra le cromie fondamentali della Maison, Christian Dior si dimostrava già il visionario che era, anticipando il futuro sviluppo del mondo del lusso e della moda, con il sogno di vestire una donna in tocchi di colore tra abiti e accessori dalla testa ai piedi, per creare un'eleganza definita nei minimi dettagli.

E quanto colore in questa sfilata, ben dosato e sorprendente, anche il marrone che da lungo tempo non vedevo nei look della Maison, e soprattutto tanto grigio - " il colore neutro più conveniente ed elegante" - tonalità mescolate sapientemente con i toni del beige, e il rosso "effetto Trafalgar"...

Nelle creazioni proposte ci ho letto il ritratto di una donna che dovrà affrontare delle sfide difficili nel prossimo autunno/inverno – la Savana non è un teatro docile – ma sarà aiutata da un look molto particolare che le infonderà la forza per farlo nel modo giusto.

Con un approccio misto tra la dolcezza femminile del tulle e dei ricami e la ruvidità mascolina dei completi e dei cappotti in tweed.

Come a dire, so difendermi, e so farlo in modo elegante, raffinato e originale.

Mi sembra la ricetta perfetta per una donna contemporanea che non vuole perdere la sua femminilità ma che deve essere all’altezza di un mondo che non è quello delle favole e dove ogni tanto c’è bisogno anche di indossare colori da esploratori per mimetizzarsi un po’.

Esplorare vuol dire anche viaggiare non solo nei luoghi ma anche nel tempo.

La mostra dedicata al settantesimo anniversario della Maison Chistian Dior è stato per me un meraviglioso viaggio attraverso un periodo storico rivisto con gli occhi di un artista della moda e le sue creazioni.

A partire dal New Look del 1947 che portò al Designer una fama immediata a Parigi e in tutto il mondo, si snoda tutto un ineguagliabile universo creativo dal quale emergono le influenze della pittura del Rinascimento, della scultura e pittura surrealista di Salvador Dalì ,delle tele di Monet, insieme agli influssi di Man Ray e di Giacometti, fino ad arrivare agli amati giardini e alla passione per le rose e i fiori ricordo dell'infanzia a Granville.

Un allestimento unico che ha messo in evidenza collezioni ricche di eredità intellettuale ed eleganza profonde, insieme a tutto il mondo intriso di richiami e di simboli dai significati affascinanti, come i talismani dei quali il Designer amava circondarsi e che ancora oggi sono fortemente presenti.

Costruendo un universo ampio e veramente da sogno, con ispirazioni neoclassiche e romantiche, come i corsetti stile Versailles in bianco, il colore 'puro e semplice che sta bene con tutto' e che per Dior insieme al rosa 'fa più belle le donne'.

Una ricchezza di esplorazioni e di contaminazioni che portarono Christian Dior a essere il vero 'Couturier du Reve', come recita il titolo della mostra, e che furono poi l’ispirazione per i Direttori creativi che gli succedettero e le cui creazioni sono a loro volta esposte nella mostra, da Yves Saint Laurent, Marc Bohan, Gianfranco Ferrè, John Galliano, Raf Simons e l’attuale, prima donna stilista della Maison Dior, Maria Grazia Chiuri.

Ecco, il mondo là fuori non è facile, ma la ricerca, lo stile, l'eleganza e la raffinatezza di un cocktail al tramonto nei giardini del Museé des Arts Decoratifs, con il sottofondo dei violini che ricordano le feste alla corte francese insieme alle melodie dell'italiano Luigi Einaudi, tra lo champagne ...

...e le meravigliose decorazioni couturier dei giardini, hanno chiuso una giornata da sogno, nella quale Christian Dior era sicuramente presente da qualche parte con un talismano in tasca, per portare fortuna alla sua festa e per farci ricordare che 'il gusto è il segreto della bellezza. Non c'è bellezza che sia attraente senza un sapore'.

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