• Francesca Chelli

Il Barocco è di nuovo di moda?


Chi sarebbe uscito di casa qualche anno fa con ballerine dalle punte arrotondate ai piedi, con gonne a strati di tulle tipo tutù, dai colori rosa nudo e cipria? Eppure Valentino ci ha ispirate con le sue gonne, Miu Miu con le sue ballerine e il filone attuale è quello di rendere contemporaneo questo insieme un po' bambolina ricamata in pizzo con maglioni oversize grigio antracite o marrone bruciato, abbinando talvolta a stivaletti, che abbiamo già sicuramente nel nostro armadio, col dovuto rispetto degli abbinamenti tra i rosa, i beige e qualche grigio scuro.

Corto e lungo è una delle ricorrenti alternanze nel ciclico mutare della moda. La necessità logica della moda se ne appropria di volta in volta come elemento di quel continuo cambiamento che le è assolutamente vitale. Eppure oggi il punto non è la lunghezza, corto per la sera o lungo per il giorno, non ci sono più regole fisse. Il punto è uno stile che arriva a pervadere tutto con una 'grandeur' che fino a poco fa non ci immaginavamo neanche, le lunghezze e le ampiezze allora diventano quasi marginali.

Come non affermare che il minimalismo non c'è più e che invece si sta facendo strada sempre di più uno stile barocco? Le vetrine di alcune note boutique lo testimoniano e ci attraggono, plasmando anche il nostro gusto e a poco a poco liberando alcuni timori, accrescendo il desiderio di osare.

La moda, da sempre strettamente collegata con il suo tempo, è il risultato dei diversi bisogni istintivi e individuali che, costituendo un sistema delle apparenze e dei desideri, sono lo specchio della realtà.

Una realtà nella quale bisogna saper leggere tutti i segnali e non fermarsi alla superficie, anche attraverso l'arte che comunica, indissolubilmente legata al suo tempo e all'espressione di certi bisogni.

E oggi forse c'è il bisogno di riaffermare, sotto un'apparente semplicità, la voglia di forme vistose e di splendore, di colore, di sfarzo, di trionfo di oro e orpelli.

Quell'opulenza barocca dei dipinti di Sir Pieter Paul Rubens- che guarda caso trascorse parecchi anni giovanili della sua formazione in Italia, anni che influenzarono tutta la sua pittura - da ammirare in una meravigliosa mostra appena inaugurata a Palazzo Reale a Milano.

Oppure da percepire anche nella scelta della Madama Butterfly, una delle più celebri opere del compositore italiano Giacomo Puccini, che aprirà la stagione del Teatro alla Scala.

Un'opera che celebra l'apoteosi del mito femminile e la foggia del vestire, con una musica ammantata di splendore strumentale, esercitando nella sua apparente facilità un fascino denso di molteplici significati, che la rendono ancora oggi così seducente, insieme ad uno stile orientale ed estroso, presente nelle forme e nelle trame dei tessuti. Il sentimentalismo svenevole, la leziosaggine di alcuni episodi, il tono operettistico di alcune situazioni, la fanciullaggine di certi atteggiamenti la rendono ricchissima, molto profonda e vicina allo stile del momento nel mondo moda.

Bentornato barocco!

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