• Francesca Chelli

Louis Vuitton chez Place Vendome


Essere qui oggi a Place Vendome, l’indirizzo più chic e blasonato che ci possa essere a Parigi, è un privilegio che mi godo interamente e un’emozione molto forte allo stesso tempo.

Mi solletica la curiosità palpabile e l’attesa che fanno sì parte di ogni sfilata, ma che in questa occasione sono il preludio a qualche cosa in più.

Infatti non è un caso se oggi Louis Vuitton sfila in questo luogo così prestigioso: sono seduta all'interno della futura boutique Louis Vuitton, Place Vendome numero 2.

Che cosa c'è di più futuro che stare seduti in un posto che non esiste ancora?

Quale migliore simbolo per l'impulso di trasformazione che trovarsi in una realtà che ancora reale non è, i cui confini sono pareti senza profondità, piatte e intonacate di grigio che lasciano proprio per questo aperta qualsiasi variabile all'immaginazione?

Questa sfilata ha un che di futuristico nelle linee degli outfit, contemporanee e geometriche, scaldate però dai colori della terra che porta al presente, dall'oro, tanto, e dall'argento lunare. I look cercano di abbinare la formalità e la serietà di un classico femminile - il tailleur - con delle linee dinamiche stravolte, compenetrate tra loro, che quindi interpretano la spinta dinamicità della vita contemporanea, dove non c'è più separazione tra i materiali e le ore, lo stile giorno o sera, ma tutto è sperimentazione e rottura con un presente che è già antico, in una tensione instancabile verso l'evoluzione e l'abbandono del passato.

La borsa è in questa sfilata la protagonista assoluta e rafforza il legame con il pret-à porter. Ecco che allora oggi è il trionfo della pelletteria: borse di foggia, di colore e fantasia che solo la creatività più libera e studiata insieme ha potuto portare alla luce e mettere insieme. Borse così attraenti da desiderare di averle tutte, sapendo che ognuna di esse troverebbe la sua giusta collocazione.

La Maison Louis Vuitton è così capace di rendere perfettamente compatibili qualità come fantasia ed originalità con la sua immagine seria di valigeria e pelletteria di tradizione secolare che sembra tutto così naturale, ma dietro a tutto ciò ci sono sforzi estremi, realizzabili grazie alla tecnica ed alle competenze accumulate nel corso del tempo.

Il lancio delle prime city bag Louis Vuitton coincide, nel passaggio tra il XIX e Il XX secolo, con l’attribuzione alla borsa dello status di accessorio indispensabile.

Confesso di partire a vestirmi sempre dalla borsa e di scegliere tutto il resto di conseguenza. La borsa aiuta una donna ad affrontare la giornata e tutto quello che succederà dopo.

Monsieur Louis Vuitton, partito a piedi quattordicenne nel 1833 da Anchay, raggiunse Parigi nel 1837 e nel 1854 aprì il suo negozio, Louis Vuitton Malletier, dove cominciò a vendere bauli da viaggio all’alta società.

Che cosa sarebbe successo se questo genio della valigeria in quei due anni a piedi avesse trovato qualche ostacolo e si fosse fermato o fosse tornato indietro?

I risultati migliori derivano sempre dalla combinazione di una forte determinazione con un po' di pazzia, insieme ad una visione profonda e ampia del futuro.

Sembra che tutto questo non sia assolutamente cambiato nella tradizione di Louis Vuitton.

#LouisVuitton #Fashion #Paris #PlaceVendome

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