• Francesca Chelli

Il colore più bello


Il verde acqua è per me il colore di riferimento quando voglio indicare l'acqua di un certo punto di mare della Sardegna verso il quale provo sempre un desiderio di possesso quasi fisico.

Un posto speciale che frequento da molto tempo e del quale il mio spirito si è innamorato profondamente. Ricordo ancora il preciso istante quando, sdraiata all'ombra di un ombrellone, con la brezza che mi accarezzava dolcemente mentre miravo ipnotizzata quel colore dell'acqua, provai un moto dell'animo che mi fece desiderare di avere una radice lì. Una base che mi permettesse di entrare più intimamente in questo posto, sentendolo più mio, facendomi tornare ogni volta in cui lo desiderassi.

E' adesso anche un po' mio questo angolo della Sardegna del Sud, il mio posto del cuore dove appena arrivo provo un'emozione rassicurante, sempre quella ma che mi sembra ogni volta quasi anche diversa, perché sono io che arrivo sempre un po' impreparata dalla città. Quella sensazione di entrare in un abbraccio materno che si conosce e quasi si dà per scontato ma che poi nel momento in cui ti stringe è sempre nuovo e ti satura di appagamento, e non ti fa neanche immaginare quanto è duro dovere invece farne a meno.

Qui ho trovato conforto anche nei momenti difficili della vita perché il mio cuore si è lasciato andare, e quell'energia positiva dei colori, del vento, degli odori e di questa natura che ti entra prepotente nel cuore ti scuotono e ti consolano, mandandoti un messaggio più alto di tutto che quello che succede nella vita e congiungendoti davvero con qualcosa di superiore.

Mi piace tutto incondizionatamente di questo posto e ancora di più, in ogni stagione, perché d'estate è anche troppo facile.

In marzo e in aprile quando i profumi di mirto, di ginepro e di elicriso si sentono ancora più forti. In dicembre, quando atterri all'aeroporto di Cagliari e ti sembra di arrivare ai Caraibi, dopo essere partito da Linate un'ora prima con la nebbia. E ancora a giugno, quando l'estate è in esplosione, a luglio quando i colori sembrano finti, ad agosto quando sì fa caldo, ma c'è anche quella brezza che lo mitiga e te lo fa sopportare.

E a settembre, quando ai primi giorni arriva sempre puntuale la maestralata che sembra si porti tutto via, e invece poi torna il tempo bellissimo, e vai avanti fino ad ottobre inoltrato, e talvolta anche a novembre, a fare il bagno e a scaldarti l'animo, ancor prima che il corpo.

Quel silenzio che è tale anche se c'è il vento, e che in bassa stagione è ovunque ma lo trovi anche in alta stagione, se lo cerchi alla mattina presto oppure nelle passeggiate al Faro, alla Torre Saracena o su per i boschi nelle montagne, da dove riesci a vedere il mare e vorresti tornare giù subito a tuffarti.

Mi piace questa natura ancora incontaminata e pura per tanti tratti, selvaggia, colorata, profumata, mai invadente ma sempre ricca e sorprendente. Il Belvedere dei baci, un posto con una vista romanticissima come dice il suo nome al quale arrivi dopo una camminata in una incantevole pineta.

Masua e il Pan di Zucchero con i Faraglioni, dove vai in altalena e ti dondoli in una bellezza che non sembra di questo mondo.

La Laveria Lamarmora, con quegli scalini che puoi salire e scendere solo fino a maggio, altrimenti ti devono venire a prendere, ma la vista e i colori che si godono da lì ti ripagano di tutta la fatica.

Non solo natura, ma anche storia e civiltà antichissime che si ritrovano nelle vestigia del passato dal sapore molto particolare.

E tutti quei posti che non sapevi neanche esistessero e che un poco alla volta scopri e fai tuoi, con i loro colori nitidi e le loro originalità inedite.

Questa è una dichiarazione di amore infinito a un posto che non mi ha mai deluso e che invece ogni volta mi gratifica, mi fa stare bene, mi rimette in equilibrio. Ma mi fa anche provare immense nostalgie quando ritorno in città, fino a farmi contare i giorni che mi separano dalla prossima volta che vedrò chi mi accoglie con: " Sa dommu est pitticca, su coru esti mannu" (La casa è piccola, il cuore è grande).

I luoghi fotografati sono nell'ordine:

Spiaggia Dune di Campana, Chia

Belvedere dei Baci, Pineta Candiani, Porto Pino

Necropoli di Montessu, Santadi

Domus de Maria

Iglesias

Porto Flavia

Capo Spartivento

Faraglioni di Nebida

Laveria Lamarmora

Chiesa di Sant'Efisio, Nora

Miniera di Rosas Narcao

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